Giambelle
Rosaria Catania
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Un vociare per strada riempiva le orecchie al sol gusto di ascoltarlo
le vacanze estive appena iniziate, odor di giochi, libri, quaderni, abbandonati la scuola aveva chiuso i battenti
versavano farina, patate e zucchero,in un bell’ impasto lui e sua moglie, tutto faceva brodo, l’ igiene era saltata dal balcone, si era arresa da un bel pò
quelle buone ciambelle, chissà con quale olio venivano fritte erano una vera goduria da leccarsi le dita
Tutto quanto era già fatto...
l’ ispirazione e l’ appagamento stavano a braccio quante ne hanno mangiate i miei figli calde, zuccherose ed oleose poesie di godurie piacevoli
lui passava lì,,lì proprio sotto casa,col suo arrugginito carrozzino e a gran voce gridava Giambelle, Giambelle, grenite grenite
il megafono ad alto volume, in un attimo i bambini di gran corsa si accerchiavano intorno a lui e tutti con la ciambella in mano e la granita di limone
veloce veloce lui,apriva lo scatolone di plastica trasparente piene di ciambelle,e le estraeva a mani nude toccando pure i soldi, l’ avvolgeva delicatamente con un piccolo tovagliolo a volte però capitava che gli cadevan per terra ma lui senza spazientarsi le ci soffiava sopra, togliendogli lo sporco e con una risatina te la consegnava
igiene in assoluto, allo stato puro era saltata dal balcone non sapeva più dove nascondersi dalla vergogna
ma ogni bambino stravedeva per quel dolcetto son profumi di ricordi memorie di sapori ridacchiavano in strada tutti immersi nel gustar quella ciambella inzuppata nella granita fresca e dissetante
oggi memori, lontani con gli anni che volano via, non passa più quell’ ometto piccolino e quel grido di Giambelle Giambelle che ha scandito negli anni la crescita dei miei figli non si fanno domante e non ci son risposte tutto cambia, tutto si evolve in un malinconico ricordo Stamani ho immaginato di riascoltare quella voce riveder quel viso sorridente Giambelle Giambelle ed io scendere di tutta fretta e comprare due ciambelle belle, buone, rotonde e col buco a centro colme di zucchero,per i miei figli che ne andavano matti Era solo un sogno...
le vacanze estive appena iniziate, odor di giochi, libri, quaderni, abbandonati la scuola aveva chiuso i battenti
versavano farina, patate e zucchero,in un bell’ impasto lui e sua moglie, tutto faceva brodo, l’ igiene era saltata dal balcone, si era arresa da un bel pò
quelle buone ciambelle, chissà con quale olio venivano fritte erano una vera goduria da leccarsi le dita
Tutto quanto era già fatto...
l’ ispirazione e l’ appagamento stavano a braccio quante ne hanno mangiate i miei figli calde, zuccherose ed oleose poesie di godurie piacevoli
lui passava lì,,lì proprio sotto casa,col suo arrugginito carrozzino e a gran voce gridava Giambelle, Giambelle, grenite grenite
il megafono ad alto volume, in un attimo i bambini di gran corsa si accerchiavano intorno a lui e tutti con la ciambella in mano e la granita di limone
veloce veloce lui,apriva lo scatolone di plastica trasparente piene di ciambelle,e le estraeva a mani nude toccando pure i soldi, l’ avvolgeva delicatamente con un piccolo tovagliolo a volte però capitava che gli cadevan per terra ma lui senza spazientarsi le ci soffiava sopra, togliendogli lo sporco e con una risatina te la consegnava
igiene in assoluto, allo stato puro era saltata dal balcone non sapeva più dove nascondersi dalla vergogna
ma ogni bambino stravedeva per quel dolcetto son profumi di ricordi memorie di sapori ridacchiavano in strada tutti immersi nel gustar quella ciambella inzuppata nella granita fresca e dissetante
oggi memori, lontani con gli anni che volano via, non passa più quell’ ometto piccolino e quel grido di Giambelle Giambelle che ha scandito negli anni la crescita dei miei figli non si fanno domante e non ci son risposte tutto cambia, tutto si evolve in un malinconico ricordo Stamani ho immaginato di riascoltare quella voce riveder quel viso sorridente Giambelle Giambelle ed io scendere di tutta fretta e comprare due ciambelle belle, buone, rotonde e col buco a centro colme di zucchero,per i miei figli che ne andavano matti Era solo un sogno...
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Rosaria Catania
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