Bardo sepolcrale
O bardo, insigne rimatore d'orfici canti
Canta ancor della mia sepoltura
Ché sebbene vivo morto sono da tempo,
ché la mia cetra tace nell'immonda polvere
e divelti sono i fili che nessuno potrà più sanar
e ci danzano su tenebrose creature,
ché la mano dell'amata mia più non posso toccar,
ché il sol ricordo mi trafigge come getto di lava
e tutto fila ad infuocar le mie membra,
ed ancor m'è ver grave non accarezzar il viso suo
e lisciar i suoi ricci capelli
e perciocché in vero potrei morir di botto
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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