Inquietudine disperata
S'attende trepidante la sera
che cheta volge alla notte
e l'animo più non dispera,
ché il giorno è bestia famelica
che gozzoviglia fra putrida carne
ed insozza lo spirito già inquieto
colle false illusioni di vita
Chi non conosce Amore già giace
come morto fra l'erbe selvatiche
d'un bosco dilaniato da orridi animali
e più non trova pace
Il nulla l'avvolge e l'avvinghia
ed il soffio di vita pare a poco sopire
e lento s'inoltra in tenebre oscure
ché il tempo non attende
Ristoro resta di notte
sognare o non sentire
ché la fiamma di speranza
pare l'ultimo respiro esalare
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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