In pena d'amore
Amore, che coi tuoi mille strali
solo distruggi coi tuoi vani mali
gl'ingrati cuori che già ti sfuggono
ed il sentimento vitale più non odono,
non incancrenire le stanche menti
che solo vagheggiano fra mesti lamenti,
lascia scorrere i tuoi intrighi velati
senza disturbare l'anime dei dannati,
che son coloro che han cercato invano
anche il solo tocco d'una dolce mano,
ora, poveri da te illusi, vagano solitari
nella buia notte che manco li accoglie
e come fantasmi s'aggirano lacrimanti,
son come la nave senza timoniere
spazzata dalla rapace tempesta
e fugge lontano l'orizzonte di bellezza
e giacciono come morti nelle spire della vita
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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