La transumanza
Ancor veggo d'armenti
da valle, il risonante passaggio
il lento incedere sul duro selciato
il mesto pellegrinaggio d'ogni anno,
v'è possente il toro che guida
con grossa campana ha il comando
v'è la vacca di fiori adornata
dalla mole e il verso elevato
v'è l'inerme vello
che vispo scuote la coda
v'è l'asino recalcitrante
che scompiglia il regolare cammino,
ivi pure caprette e pecorelle,
freme poi il cane ad accudire,
v'è l'arduo pastore
segnato dalle impervie fatiche
v'è il rombante trattore
sbuffante meccanico,
v'è il sospiro di Natura
che trasale fra rigidi muri di cemento,
v'è l'ingenuità d'un mondo perduto
sublimazione di naturale benessere,
che sconfitto già pare
ma ancora in forza riappare,
par proprio d'essere in Arcadia pastorale
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Angela Rainieri14 settembre 2009
Poesia idilliaca e raffinata in versi magistralmente scritti che offrono nitide immagini di questo avvenimento periodico della transumanza. Molto bella ed apprezzata.
