Preghiera alle esperidi
All'imbrunire Esperidi silenziose
Sul tramonto posate lo sguardo
E del tenue raggio spegnete l'ultimo strale,
all'approssimarsi de l'ore oziose
ché il giorno è già tardo
ed il figlio di Sonno presto assale
O progenie d'Espero
Che annunziate di Morfeo la venuta
A dispensare sogni di mistero,
in una vostra ambascia io spero
che la notte sia ben vissuta
e che non mi risvegli nel Tartaro nero
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Giorgia Spurio23 settembre 2009
con tutti quei riferimenti come non può esser bella? infatti è bella. è l'ipnosi che hanno quei nomi: Esperidi, Morfeo... In una poesia che inizia con il silenzio e l'incanto delle Esperidi e finisce con forza, come graffi sulle rocce dove fu imprigionato Prometeo, nel nero Tartaro.
