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Fiabe 7 ottobre 2009 · lettura 1 min · 2608 letture

Atalanta e ippomene

M
Marco Cortese 907 poesie pubblicate
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Anco tu, Atalanta cacciatrice tratta in inganno da vanità che serpeggia in donne perdetti l'onore in corsa, ché il tuo contendente d'Ippomene il nome in terra gettò d'oro tre pomi O figlia di Scheneo ch'amor fuggisti per timore d'una vita nova, tua forza non resistette alla lucente bellezza e raccolsi in terra l'amaro frutto e gara perdesti Maligno l'amore vi circuì in avito tempio consacrato vi soggiogò, or siete in leoni tramutati dall'ira degli dei condannati
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Atalanta, bellissima cacciatrice e formidabile nella corsa, non voleva sposarsi perché, come predetto da un oracolo, se ciò fosse avvenuto lei sarebbe cambiata. Per liberarsi dei contendenti proponeva una corsa. Ippomene riuscì ad ingannarla con tre pomi d'oro – datigli da Venere o Dioniso - gettati in terra durante la corsa. Non resistette, si fermò a raccoglierli! Puniti entrambi dagli dei per aver "amoreggiato" in un tempio consacrato vennero trasformati in leoni.

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L'autore
Marco Cortese

Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido

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Commenti (1)

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A
Alorian14 ottobre 2009

Davvero bella. Personalmente quando mi raccontano la storia dei miti mi viene la pelle d'oca. Sono convinto che quel mondo non è certamente morto, è più che vivo che mai, ogni mito non racconta solo la storia in se, ma racconta di noi, degli uomini, dei suoi vizi e dei suoi talenti e Marco questo lo sa benissimo. Raccontata davvero bene.