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Fantasia 10 ottobre 2009 · lettura 1 min · 4722 letture

Richiamo di madre natura

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Marco Cortese 907 poesie pubblicate
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Un'espressione di volto m'accompagnava nei miei sogni che di tormento gli inferi più non vedeo che raggiante di luce trasmettea, e in esso io rivivea come bimbo ch'avea appena scorto vita Profusione d'insigne benessere quel viso m'invitava ad attraversare rade strade senza niuno ostacolo, che subito sentivo crescere forza di vita Poi il volto disparia di luce soffusa e Natura m'abbracciava dicendomi: "Vien meco e siedi accanto E ammirami in quiete Che troppo i pensieri ti son grevi" E lì restai, in felice abbandono
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L'autore
Marco Cortese

Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido

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Commenti (2)

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Lorenzo Crocetti10 ottobre 2009

Se l'autore avesse l'umiltà di seguirmi accetterebbe il mio consiglio, che riguarda soltanto i primi sei versi. Eviti tutta quell'antiquata dei "vedeo, tramettea, rivive, e scriva invece "vedevo, trasmetteva, riviveva", tanto più che la sua poesia non è costretta a quelle... troncature da ragioni di rima e di metrica, che in tal genere possono talvolta diventare indispensabili. E anche sulla fine si lascia trasportare da quel "il volto disparia", quando non c'era alcuna ragione di non scrivere "dispariva". Se mi vorrà dare retta... legga più poesia moderna, anche che si esplichi in sonetti, terzine, quartine, e lasci stare il primo ottocento letterario italiano. Lui ne appare anche troppo inquinato.

Carmelo Luca Sambataro12 ottobre 2009

Spesso la patina di antico rischia di tradursi in uno sterile "vecchio" (fuori luogo, oltreché sterile).