Giunge l'autunno
S'appressa l'autunno
mentre placide e solitarie
odoran le strade di castagne il fumo,
cadon solinghe le foglie
immote nel respiro della morte,
di rami secchi s'adornano le piante
Natura s'addorme
meritato riposo dal ligio dovere,
sui campi spogli s'adagia la nebbia
che repentina avvolge,
s'abbruma la terra
di zolle color pece
rivoltate, ribaltate
dallo stantio sbuffante trattore
Sapori di vendemmia
sfuggono nell'aria
chetati dagli arcobaleni di colore,
che imprimono alla mente
delizie, naturali devozioni,
e par ancora che zefiro sospiri
fra le stanche fronde
S'intona a perdersi un cinguettio
lontano fra i cespugli
un volatile saluto
svolazzante nel cielo ancor terso,
mentre il provato pastore
conduce i fieri armenti
alle ristoratrici stalle
dalla paglia in calore
E pure giaccio io cadente
in saluto, in attesa
del futuro risveglio,
in inchino a Natura
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (2)
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Gaia22 Tiziana Porcelli18 ottobre 2009
Ogni verso una pennellata a comporre quadro piacevole dal sapore d'autunno... Molto apprezzata e sentita...
Carlo Fracassi18 ottobre 2009
Versi eleganti e scorrevoli con chiusa che lascia un varco di speranza all'idea di resurrezione.

