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Introspezione 23 ottobre 2009 · lettura 1 min · 4945 letture

Ricordi di vendemmia

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Marco Cortese 907 poesie pubblicate
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Ricordo quand'ero bambino col mio trattorino di plastica verde viaggiavo fra i folti filari di viti carichi d'uva e di foglie dai sorridenti colori autunnali fra gli acini giallo oro e nero pece mi sporcavo le piccole manine schiacciandoli, avevo la felicità d'ogni bambino, ora quel tempo è trascorso ora ho troppi pensieri che gravano sulla mia stanca mente ora non so più cosa dire
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L'autore
Marco Cortese

Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido

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Commenti (5)

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D
DarioC 8523 ottobre 2009

quanto si fa presto da bambini ad essere felici... basta passare tra i filari di viti schiacciando acini e ci si diverte... poi si cresce e pensieri occupano tutto il nostro tempo... bella l'immagine del bimbo sul trattorino verde che rende piacevole immaginare leggendo!

B
Biondi Fernando23 ottobre 2009

sai cosa dire, perché hai detto cose molto vere, e toccanti

G
Gennaro23 ottobre 2009

Versi pieni di nostalgia. Nostalgia del passato, tempo in cui un un bambino riusciva a gioire anche tra le viti...!

Giovanni Monopoli23 ottobre 2009

malinconico aspetto di una vita portata ai ricordi, ricordi nostalgici che danno emozioni uniche, ma proprio nei ricordi passati deve esserci la forza per guardare il presente... ottima poesia

A
Alorian25 ottobre 2009

Perché la vita ci porta a voler in tutta fretta non essere più bambini per poi crescere, "maturare", e col tempo rimpiangere quei tempi e voler ritornare a quella tenera età? Pascoli ci insegna che in ognuno di noi è ancora assopito il celebre "fanciullino". Se l'uomo fosse in grado di risvegliarlo, capiremmo e apprezzeremmo a ameremmo la vita che abbiamo senza riserve. Ritornare a quei primordiali sorrisi, ritornare a quei consueti stupori, che sembrano stupidi e come si suol dire "infantili", ma pieni di vita e di sincerità. Introspezione profondissima che ha radici nel più profondo di ogni uomo. Grande Marco.