Sabba
Sfumano in morti colori
le afone piante secolari,
s'oscurano gli scarni rami
d'un grigiastro chiarore,
la nebbia s'irradia,
un deserto notturno che langue...
La luna s'infrange di vermiglio,
spiriti irrequieti iniziano la danza
convulsa nel fuoco dei tormenti
che avvampa il mefitico sabba
Parole sconosciute sempre taciute
sorvolano la gelida aria
avvizzita d'un tribale fetore
che si scorpora dall'immota terra
E' l'ora che esca Mefisto
dal volto ridacchiante
che conturba e cattura
le anime pie
La danza stregata dirompe
irrompe trasuda si diffonde,
paura già corre lontana nel tempo
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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