Al calar di festa
Si spengono le luci
si spengono i fausti umori
cala il sipario, miei signori!
Come l'ardua neve
che al sol divien piccina
e si tramuta lenta in picciol goccia
a maturare in breve roggia,
così senza lenire di rumori
s'appresta il novello anno
malgrado suo denso di gioie e dolori
Ancora vacilla nei buoni cuori
la speme del Dio luminoso
fra stantie illuminazioni
che ormai adombrano lacrimose
Signori che fate?
Non spegnete il futuro!
Che in voi ristagni
come un battente tamburo
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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