Vacuità
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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In questo non giorno
adagiata su sonno illusorio
in sordo sentire
ti trascini in trastulli e rituali.
Il presente
non ti tocca
e non ti scolora i pensieri.
Porti il peso di un cavallo, sfinito
dalla voglia di correre...
La prateria è troppo vuota
per una fuga di pochi passi,
è troppo vasta e uguale
per ritrovare il ritorno,
troppo ricca
per pochi sorsi d'acqua.
E nella distesa ondulata,
implacabile, il sole
intreccia i suoi giochi
con le ombre dei vinti...
E se torni a ritroso
appena tracce sbiadite ritrovi,
non ancora rimosse
dal soffio
del re dell'oblio
il silenzio.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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