Un fagotto
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Ho fatto un fagotto
di fiabe e fandonie
di luoghi comuni
di frasi già fatte.
Ci ho messo i racconti
di mamme e di nonni
le mode e i cliché
le fedi e gli inganni
e ogni illusione
inventata per l'uomo.
Ho aggiunto entusiasta
le facili lodi
di chi non ascolta
lusinghe sfacciate
mielose preghiere
i versi cantati
con le belle rime
proverbi, rimedi
scongiuri, bugie.
Il peso degli occhi
coi loro giudizi
le dita puntate
i ridicoli gesti
di chi non ha voce
per farsi ascoltare
gli intrighi e le trame
per farci inciampare.
Gli stili pomposi
la forma perfetta
le pillolette
che danno saggezza
la voce impostata
per fare più effetto
i sorrisi stampati
i falsi e cortesi
i modi affettati
e il sottile bon ton.
E nella mia foga
ancor più decisa
ho tolto i cimeli
dal vecchio baule
i futili segni
dei tempi passati
carcasse ormai erose
inutili pesi.
Che leggerezza
improvvisa, inattesa...
se avessi saputo
lo stato beato
ci avrei già pensato
prima ancor di capire.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Vivì31 gennaio 2010
Davvero straordinaria. Hai dimostrato un vero talento non solo nel far rime, ma anche nella stesura di questa tua poesia, che scorre lieve, ma che colpisce per la crudezza delle verità implicite. Brava davvero. Applausi ed inchini! Fiocco!
Antonio Biancolillo31 gennaio 2010
In quel fagotto tutto ciò che rende pesanti... per appropriarsi della... leggerezza... Una letura scorrevole e piacevole... Molto apprezzata nelle verità dei versi...


