Pentita
L'infida fiera che in me vive,
emerge di rado prediligendo
i frangenti peggiori, infierendo
e malamente sul disgraziato mio
Amato.
Ed attanagliata dall'atroce
imperizia del fatto orrore mi
contorco nell'afflizione e nel
Pianto.
Pentita della perduta mia ratio
recito il mea culpa porgendo il
nudo animo redento alla mia si
Vittima.
Rifiorito mio amore, pacato mio
essere, assolvi suddetta mera
malfattrice, unica sposa della tua
Vita.
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Commenti (6)
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T
Totto30 maggio 2006
deve essere letta con molta attenzione.. bella veramente. totto
M
Mauro Zappi30 maggio 2006
Riconoscere le proprie azioni, buone o meno che siano, è già di per se un grande risultato... sembra banale, ma non lo è affatto... ... bella riflessione Mauro
S
Saffo30 maggio 2006
un mea culpa ben composto... molto appassionato e sincero...
G
Grizzly30 maggio 2006
Nel ”mea culpa” si accentua ancor più l'amore che porti e nel fustigare la ”fiera” che senti in corpo. La lettura della poesia è affascinate e ne traggo diverse interpretazioni, tra le quali l'ronia, ma forse mi sbaglio come giusto che sia. Incantato dal piglio della tua penna.
H
Hermione30 maggio 2006
riconosci i tuoi errori e domandi scusa... non fare come me che ogni volta ci ricasco!
Maurizio Spaccasassi30 maggio 2006
Mi piace molto i tuo utilizzo impeccabile delle assonanze... musica pura sei, mauri
