Andai
Stefano Acierno
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Ero ragazzo.
Ero in un treno.
Sferragliava forte.
C’era mio padre
che non c’è più.
Non lo conoscono
ma era il mio mondo.
Venivo da Roma.
Dopo,
l’ho attraversata.
E poi,
ero su un palco.
Parlavo.
Sembrava importante.
Dopo,
ne ho ascoltati.
Tanti.
Ero in un campo.
Giocavo a pallone.
C’era altra gente.
Sembravano unici.
Ne ho conosciuti d’altri.
Tanti.
Ero in piazza,
al paese.
Ascoltavo il mondo
in quel punto che avevo.
Andai.
Vidi.
Soffrii.
Ero fra amici.
Parlavamo di noi.
Scrutavamo ragazze.
Erano come
"la luna".
Ho sorvolato quel posto.
Ho preso aerei.
E ho conosciuto altre donne
che sono ovunque.
Strane,
inafferrabili,
arcane.
Tante.
Simili a quelle ragazze.
Sorpassai quel momento.
Conobbi d’altro.
Storie.
Approcci.
Ansie di tanti
Invecchiai.
Andai per la vita.
Presi addosso le prove.
Conobbi.
Soffrii ancora.
Sono ancora qui.
E sono in quel punto.
di quando,
mio padre mi guardava
ed io
pensavo ad andare.
E sono andato.
E sono ancora lì.
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Stefano Acierno
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