Il trovatore
V'era un di quei bonaccioni
che di liuto cantava
d'amor le nobili gesta
mentre l'età s'avanzava
e di rimembrare si nutriva,
e un dì che 'l vento imperversava
e l'animo avea in subbuglio
trovò riposo nell'inquieto girovagare
in quella gran città di Moncalieri
ove posti erano spiriti fieri
E subito l'animo s'ammorbidì
all'incedere di casta ricciuta
che mai simil visione avea avuta
e fuggiva pena del dì
Ed ella s'avvicinò di gran portamento
che già lo spirito d'egli era in sgomento,
e disse: "Donde provenite, voi
che portate lietezza in canto
e destate ragionamenti d'amore all'incanto?"
Ed egli:"O beatitudine, voi
m'aprite l'inflitto cuore
che m'agita e par che muore,
ché sol di versi e musica posso amare"
Manco avea termine nel proferire
ch'ella subitanea lo baciò
e con scaltro passo lo lasciò
ed egli il suo ricordo mai abbandonò
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Veitla10 maggio 2010
oh no, perché lo lasciò? E' molto divertente e piacevole a leggersi ma con velatura di amarezza. bella
