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Sociale 26 maggio 2010 · lettura 2 min · 3410 letture

Quanta vita

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Quanta vita mi hai preso, quanti giorni vissuti nell'assurdo, quante notti insonni e minacciose, quanti suoni martellanti e parole versate addosso come piene di fiumi violenti. Raffiche di parole orribili per ricordarmi che eri sempre lì, che mai avresti mollato, anche a costo di vedermi morire, vedermi morire dentro o morire del tutto. Io che mi sento e sempre mi sono sentita come albero dritto e fiero, che si fa spezzare dalla tormenta ma non si china al suolo... No, non mi chino alla tua furia, alla tua volontà pazza e meschina, preferisco ferirmi e spezzarmi. E questo ti accresce ancor di più la rabbia e l'ostinazione per ciò che non t'appartiene, e ancor meno ti è dovuto quel rispetto di cui tanto vorresti riempirti. Non hai dignità di persona, strisciante sei, come verde serpe, preda di mostruosità di pensieri che creano violenze e soprusi, un agire cieco, sordo, folle... Quanta vita mi hai tolto, quanti segreti rubati e mortificati, pressante incalzare, e ricatti, bui momenti e giornate buttate, tutta vita percossa, sprecata. Un abisso, sì, un abisso, si schiuda improvviso sotto il tuo passo. Quanta vita mi hai preso... e quanta ancora potrai?
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Quante donne si ritrovano a vivere incubi, storie di soprusi e violenze, persecuzioni che prendono il nome di stalking... oggi se ne parla più degli anni addietro, ma molte rimangono ancora realtà sommerse, per la paura di parlare e andare incontro ad altri pericoli. Forse ciò che si conosce è ancora solo la punta di un iceberg. Questa mia è rivolta alle donne vittime: che lottino

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (4)

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Kiaraluna26 maggio 2010

E' vero... se ne parla, ma non fa più notizia... e tra le mura la violenza continua, come continua l'omertà,la paura, la vergogna. Grande e sentita poesia, un giusto grido da ascoltare.

Una realtà devastante che hai portato in evidenza con grandissima maestria di versi... Anche se siamo molto fiere di noi, siamo persone che camminiamo dritte per la nostra rci in faccia e nell'anima una serie di parole che ci annientano... E quante sono vittime di questo soppruso di persona, ma non reagiscono non trovano la forza... Stupenda lirica... Complimenti sinceri

Raggioluminoso26 maggio 2010

Un appello quanto mai accorato e sentito. Versi che incitano a non star mute nel non far nulla. Siamo alla fine tutti/e vittime di retaggi culturali e dei rigori ancestrali che ancora la nostra mente conserva come pesante eredità. Spesso chi subisce violenza, di qualsiasi tipo, è pervaso da sensi di colpa, assolutamente infondati e si rannicchia all'interno del proprio animo, scontando dolori che dovrebbero essere invece denunciati. Lirica dal tema trattato molto importante - piaciuta anche per stile e forma, complimenti a questa autrice

Antonella Bonaffini26 maggio 2010

Il contesto in cui viviamo purtroppo non sempre lo rende semplice ma provarci... quello sempre