Pianto moderno - lacrime versate su conto bancario
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Digito sulla tastiera...
veloci le dita scorrono
memori
del magico numeretto.
Forza, apriti finestra!
e lasciami affacciare...
schermata, dài le cifre
non mi resta che scegliere
quella che fa per me.
Cosa mai vedo! non è vero
per la barba del sultano!
o ancora meglio...
la pelata del nano!
Misera sto diventando?
Piange il mio conto,
all'osso sta arrivando...
ed anche gli occhi piangono...
Ma cosa sto a pensare?
ci sarà certo un errore:
il conto mio
è ben più abbondante
di questo poveraccio.
Ma forse... la prima cifra...
non è che s'è sbiadita?
Leggo e rileggo
ancora bianca in volto...
non ho mica capito
l'inghippo
...se è nascosto.
Che sfilza! sottrazioni...
quando? non mi ricordo mica!
Forse sono una vittima
d'un furto telematico...
- scellerata, a me proprio -
Ancora sto a pensare...
è tutto vero, invece!
allora sul bagnato
sempre ci piove ancora?
Sportello della malora
m'hai teso un basso tiro...
morta mi vuoi vedere!
Eh sì...te lo mollo un pugno...
e vaf... fuori servizio!
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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Calogero Pettineo1 giugno 2010
Veramente bella, mi sono divertito nel leggerla, un persiero che tutti penso abbiamo attraversato. Apprezzatissima
Rita Minniti1 giugno 2010
Simpaticissima e scorrevole anche se si immagina già la "faccia diventare viola" in queste situazioni!
Raggioluminoso1 giugno 2010
Che simpatica poesia, si legge con il sorriso sulle labbra. Versi molto scorrevoli e narrano di situazioni che, se uno le vive, a dire il vero, ben poco c'è da sorridere. Belissima e graditissima!



