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Satira 1 giugno 2010 · lettura 1 min · 2633 letture

Pianto moderno - lacrime versate su conto bancario

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Digito sulla tastiera... veloci le dita scorrono memori del magico numeretto. Forza, apriti finestra! e lasciami affacciare... schermata, dài le cifre non mi resta che scegliere quella che fa per me. Cosa mai vedo! non è vero per la barba del sultano! o ancora meglio... la pelata del nano! Misera sto diventando? Piange il mio conto, all'osso sta arrivando... ed anche gli occhi piangono... Ma cosa sto a pensare? ci sarà certo un errore: il conto mio è ben più abbondante di questo poveraccio. Ma forse... la prima cifra... non è che s'è sbiadita? Leggo e rileggo ancora bianca in volto... non ho mica capito l'inghippo ...se è nascosto. Che sfilza! sottrazioni... quando? non mi ricordo mica! Forse sono una vittima d'un furto telematico... - scellerata, a me proprio - Ancora sto a pensare... è tutto vero, invece! allora sul bagnato sempre ci piove ancora? Sportello della malora m'hai teso un basso tiro... morta mi vuoi vedere! Eh sì...te lo mollo un pugno... e vaf... fuori servizio!
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (3)

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Calogero Pettineo1 giugno 2010

Veramente bella, mi sono divertito nel leggerla, un persiero che tutti penso abbiamo attraversato. Apprezzatissima

Rita Minniti1 giugno 2010

Simpaticissima e scorrevole anche se si immagina già la "faccia diventare viola" in queste situazioni!

Raggioluminoso1 giugno 2010

Che simpatica poesia, si legge con il sorriso sulle labbra. Versi molto scorrevoli e narrano di situazioni che, se uno le vive, a dire il vero, ben poco c'è da sorridere. Belissima e graditissima!