Del cantar mio
Se 'l cantar mi s'infossa
mi par d'esser senza ossa,
una medusa flaccida e molle
se vena poetica più non bolle
Allor mi getto in antichi scritti
a ritrovare l'opere perdute
e gli eterni poeti mai invitti
In lode leggo finché mi si spossa
la mente vana e riceve scossa,
e tutto dentro allor mi ribolle
e chiamo in lettura l'inusitate folle
Ché spero il cantar mio piaccia
e che non mi venga in rinfaccia
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Maria Rosy14 giugno 2010
Se poi a leggere poeti invitti crei queste rime mi rimetto a rileggere anche io