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Impressioni 24 giugno 2010 · lettura 1 min · 2920 letture

Lunghezze d'onda

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Sintonìzzati Sono di fronte La piazza geme Sotto la solitudine Di un cielo d'alluminio Tu seduto Fuori al tuo caffè E ancora non mi cogli Bevi l'attenzione Dentro a un calice Ti riempi le papille E lasci vuote le pupille Ti basterebbe Spostare le ciglia Il ciuffo di capelli Di salice piangente Frantumare il tuo cristallo Di bollicine in dissolvenza Con l'ultimo sorso E guardare diritto Dentro l'ombra incerta Dei miei occhiali scuri Che fingono Assorta indifferenza Sono qui... Volevo raggiungerti ...Invece t'aspetto
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (8)

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Raggioluminoso24 giugno 2010

Bellissima poesia, molto scorrevole, versi che si lasciano bere in un sorso. Scorre un sorriso e poi si riflette e alle volte è proprio meglio aspettare. Una lirica piaciutissima, anche per il grande senso donato!

Già! Si tratta proprio di lunghezze d'onda. Due rette che non s'incrociano, che non hanno possibilità alcuna di stabilire un contatto; fili che non s'intrecciano, che non diventeranno trama; coltre di pesante tessuto, che non lascia filtrar la luce. Palleggio andato a male... "Volevo raggiungerti... Invece t'aspetto"...

Daniela Pacelli24 giugno 2010

Una lirica ricca di intense metafore da bere dal calice. Poesia dalle ampie riflessioni, con significativa chiusa "sono qui, volevo raggiungerti, invece t'aspetto"!

Asociale24 giugno 2010

quante volte distrattamente colpevolmente superficilmente siamo fuori onda ... fa riflettere bella

Pino Tota24 giugno 2010

Ci si sfiora, potrebbe essere quell'attimo l'attimo giusto, ma niente succede... e lunghezze d'onda su due diversi canali... Bellissima poesia, ma quello che mi fa impazzire: "ti riempi le papille e lasci vuote le pupille" genialità allo stato puro... Piaciuta alla grande!

Silvia De Angelis24 giugno 2010

Attimi che si vivono, in una diversa sintonia... e il nulla accadere in parte fa pensare... dall'altra dispiacere... Lirica gradita e molto piaciuta

Bei versi in cui si respira un po' di malinconia e disillusione. Significativa la chiusa e immagini originali

Gabry Salvatore24 giugno 2010

Molto bella, questa poesia che ci fa riflettere e la metafora del calice particolarmente originale. Versi scorrevoli e lineari nella stesura. Bellissima!