Al monte di belice
Là, ove il vento frusta
l'avite inermi piante
e serpeggia fin giù, nella muta valle,
fra le selvagge ombre
immutate al cangiar del tempo,
un sibilo di serafina pace s'ode
nella quiete della spenta chiesa
ravvivato dal placido canto
risonante d'incauti messaggi
degl'augelli in allerta di festa
Lì, l'animo si raccoglie
in compagnia della maestosa solitudine
ch'apre le porte a dolci pensieri
nella remota infinità del tempo passeggero
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (2)
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Maria Rosy29 giugno 2010
Bellissima poesia lirica quasi sacra per il dolce contenuto che sa di antico e di preghiera tacita che solo l'anima immersa nella solitudine portatrice di pace e savi pensieri sa dare. Applauso e fiocco
Daniela Ferraro29 giugno 2010
Bellissima riflessione in pacati, armoniosi versi che molto parlano all'animo all'interno di soffuse emozioni... Complimenti.
