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Riflessioni 15 luglio 2010 · lettura 1 min · 3422 letture

Abbandono

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Instancabile attesa nel perir dell'immaginazione, lei giunse poi come morbo annunciato a scavare nel fondo il dolore. Rivendicava intatta la libertà da un'icona sfocata. Ti arrampicasti al primo specchio -Sono tuo, dove mi vuoi lì io sarò...anche cent'anni rimango a guardare che vivi... se non a te accanto potrò solo occultarmi o morire- Di ghiaccio sfiorò la tua mano come osso al cane lei, già lontana arida ti concesse la schiena muta. Ombra si congedò... sapevi di aver smarrito un amore e una vita.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (10)

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Manuela Ruggiu15 luglio 2010

Leggo sempre due volte ogni poesia. Questa mi ha richiesto una terza lettura, perché non riuscivo a percepirla. L'apprezzamento è stato crescente. Come una canzone che non ti dice niente al primo ascolto, ma poi risulta quella più suonata. Complimenti

E' una lenta agonia, quella che porta alla perdita dell'immaginazione e quando finalmente questa si stacca, è come un'ombra che si allunga e se ne va. Invano la si prega di restare, che senza di lei sarebbe il regno della morte... Ma lei esercita il suo diritto. Noi lentamente ci adatteremo a sopravvivere in questo mondo inaridito e piatto.

Daniela Pacelli15 luglio 2010

L'attesa è angoscia che si consuma lenta. Ho trovato questa poesia di grande bellezza stilistica e di contenuto, lascia più di una riflessione che condivido e che ho apprezzato molto. Complimenti e applausi!

Silvia De Angelis15 luglio 2010

Meravigliosa lirica, di cui ho apprezzato il profondo significato e l'intensa sensibilità che ha rivelato l'autrice nella sua abile composizione... Poesia apprezzatissima

Aldo Bilato15 luglio 2010

una poesia alla Hikmet... e non esagero se dico che non sfigurerebbe... tra le sue migliori... complimenti cià*

P
Pp15 luglio 2010

Bellissima, ottima sotto ogni aspetto... Intensa e profonda! Complimenti!

E' la stanchezza di chi ha sempre atteso che quel qualcuno si rendesse conto che esisti... E' l'asuefazione dell'anima che non intende più elemosinare illusioni che si dissipano all'ombra di quell'amore che non valuta il da fare... E' tardi il suo arrampicarsi sugli specchi per donare se stesso... Lei lo abbandona, gli porge le spalle dandogli la certezza di aver perso tutto! Spero di aver interpretato bene... E' stupenda versi che catturano il lettore per l'immenso significato! Complimenti!

Calogero Pettineo15 luglio 2010

la profondità di questi versi lasciano dentro emozioni. da rileggere e apprezzare anche per lo stile.

mario calzolaro15 luglio 2010

Ecco un piccolo capolavoro... veramente da conservare.

DonnaFPgreeneyed25 marzo 2011

fantastica sintesi poetica per castigar l'ego suo, in nome di nuova vita e della libertà. Complimenti!