E quando te ne vai, spengo il ventilatore
Questa è l'epoca delle mie brighe d'amore
architettoniche e semplici
fatte di parole e carezze
accumulate in tanti anni di energia soppressa
Occhi fluidi come linee di tramonti
labbra posate sui sensi interni
di uno spirito che cerca volontà lucide
Ho disprezzato a lungo
il respiro rumoroso che agitava la coda
come un cane insicuro e randagio
Ho osato dormire con le spalle ghiacciate
dando in pasto i miei sogni
a una dea in estinzione
Adesso non è più sconnesso il treno
e ti porta da me come un lenzuolo d'estate
come certezza concreta e assoluta
di follia tangibile e odorosa
Sono lontane le onde del vento
dai nostri volti sigillati in calore
così, quando te ne vai
spengo il ventilatore coi piedi...
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Commenti (6)
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Nunzio Buono3 luglio 2006
La tua poetica armoniosa, è un dolce sorseggiare, un viaggiare in prima classe nel velluto delle tue parole un leggiadro vezzo che empie l'anima mia. ! Nunzio
S
Siberian3 luglio 2006
Un po di amarezza nell'ultima strofa che chiude una stupenda Poesia..
S
Saffo3 luglio 2006
Una panoramica delicata e armoniosa sulla tua vita sentimentale... molto bella!
L
Luk3 luglio 2006
sempre molto delicata, musicale, fine, elegante. ”dando in pasto i miei sogni a una dea in estinzione” bellissima frase -luk
M
Marilena3 luglio 2006
Parole sempre giuste..delicate..e sei tu..Setanera... leggiadra... nei tuoi versi
Cristina Khay4 luglio 2006
Una meraviglia... leggo e mi trovo a tratti qui..a tratti lì... trasportata nel tuo interno come una visitatrice di una galleria d’arte... sei davvero.. Cri

