Non ho mai voluto imparare il francese
L'uomo rosso di Pietroburgo
rinnovava la cortina di fumo
mentre le sigarette
fischiavano come pallottole
Lottavano i fantasmi e i desideri
tra lacci di canzoni
e braccia denudate
ma il tempo che rimase
a contare gocce di sangue
apriva il cammino
a una parola sconosciuta
Stringeva pena di seta la sua mano
e neppure l'abbandono della notte
zittiva del vento
la minaccia glaciale
Nel cilicio dei ricordi
l'odore dei suoi passi sulla neve
il profumo incalzante di una donna
come promessa scolpita nel ghiaccio
Aveva mantenuto l'impegno di amarla
anche nel piccolo foro
che sbocciava sul cuore
Il nulla non è che l'inizio pensava
sospirando un ultimo bacio perfetto
Una volta l'ho sognato
e adesso so che come me
non aveva mai voluto imparare il francese
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Commenti (4)
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A
Alessia Vindice10 luglio 2006
bellisima triste storia d0'amore bellisimo il contesto tu
S
Saffo10 luglio 2006
sembra una scena tratta da un film in bianco e nero... bellissima!
T
Totto10 luglio 2006
versi stupendi... una poesia scorrevole e bellissima...
Nunzio Buono10 luglio 2006
Ma che bello leggerti, sento l'odore di quei passi sulla neve, e il vento glaciale che soffia ad Est. grande Cry. Bellissimi versi. Nunzio
