Torbida follia
Antonio D’Auria
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Notte lucida e follia,
braccia ed ali che non hai,
mai raccolto per dividere.
Notte e ancora buio di qua,
manca il tempo per sorridere.
Ma ti ho abbracciato
e tu hai volato
con braccia ed ali che non hai.
Ricordi piogge e temporali,
piume umide e odorose.
Tenere notti allora,
quando lucida è l'idea.
Notte e lucida follia
per braccia ed ali che tu dai
all'egoista istinto mio
di legarti alla mia idea.
Giorno torbido e ragione
guardo sulla scrivania.
Fuori è il sole di chi vive
e braccia ed ali ha per volare.
Credo che ti lascerò,
egoista io per te,
non ho la forza di dividere,
sorridere ed asciugare ancora piume.
Giorno e torbida ragione,
nel dirti t'amo e non pensarlo,
perché i ricordi,
lucidi e folli,
mi strappano gli occhi
e li restituiscono a te.
Notti torbide e follie,
giorni di lucida ragione,
ora lascio scorrere e dividere
con la parte certa che ho di me.
Ora ho il senso del sorridere,
vederti solo in fotografia.
Vuoto è il sapore del ricordo,
fremono le mie ali,
sto per volare.
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (1)
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Aldo Bilato22 novembre 2010
originale, ottimamente scritta, bella poesia d'amore- non amore... egoistica passione, tormento, estasi e distacco... tutto quel che l'amore comprende insomma... m'è piaciuta molto!... cià*

