Baruch (benedetto)
Antonio D’Auria
411 poesie pubblicate
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Nascere a Livorno sempre,
morirvi mai.
Se poi cieli e occhi
sono gli stessi a Parigi
e il salmastro è ancora
a patinare lo sguardo
ricercato nel vuoto,
oltre cerulee pupille.
Oblunghe,
magre,
solenni,
agognate
e severe
istantanee d’anime nascoste
ma spogliate
su foglio o tela bisunta.
Tagliare luce
e ansia di fuga
allora
fino a tossire
il colore del sangue
che la tavolozza non dava.
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Lirica molto sentita e apprezzata. Congratulazioni (Antonietta Angela Bianco)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti10 novembre 2025
lirica stupenda asciutta secca emozionante complimenti
Ausilia Giordano10 novembre 2025
Struttura varia, dal distico, alla sestina, alla ottava, con ritorno alla sestina. Anche i versi, a ritmo libero, sono variegati nella struttura, mostrano innovazione dal trisillabo all’endecasillabo. Ottimo il confronto tra le due città europee, le divergenze non si possono ignorare. Complimenti poeta.


