Un'altra grammatica
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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un strappo secco...
e farei pulizia
nei testi di grammatica
in primis mi vendicherei
delle presenze scomode
dei SE QUASI FORSE
e dei CHISSA'
dal cui precetto
è sottomessa l'esistenza
a sadiche incertezze
e troppi punti scorrazzano
sui fogli non più innocenti
a recintare la fantasia
mi tengo le esclamazioni
indici di vitalità
ma l'interrogativo
non avrebbe diritto
di precipitarci
nel pozzo di risposte
che arrivano quando è tardi
un sogno
se nessun linguista
avesse imposto
il tirannico imperativo...
sospiro e penso
alla delizia dell'infinito
il Leopardi persino l'ha osannato
dall'alto del suo colle
come vago orizzonte
sempre mosso
lo adotterei come bandiera
dei pensieri aperti
di leggerezza
si può levitare
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
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S
Silvia Cingolani1 marzo 2011
che bello essere liberi di esprimersi come si vuole, senza incertezze e costrizioni... brava! bella e vera poesia...
Alessio Falaschi1 marzo 2011
grammatica come metafora della vita e delle su scelte... bella poesia programmatica!
C
Copia Conforme2 marzo 2011
Talvolta succede che proprio il "maledetto" interrogativo ci evita il precipizio delle risposte avventate
Annamaria Barone2 marzo 2011
E' fantastica, intelligente, ironica e profondissima, bella da togliere il fiato questa lirica che partendo dalla grammatica racconta un modo di essere, di sentire, di pensare. Il riferimento all'Infinito di leopardi è solo la ciliegina sulla torta di una poesia che è bellezza e profondo contenuto. Inchini!


