Nel riveder una serva
Avea li occhi azzurri
che'l ciel ceruleo dispariva,
mutar di sensi mi prese
quand'ella riapparvimi
che più non riconoscevo
il me medesimo
Il mio animo già era in trastulli
all'apparir di tal serva giuliva,
foco ardente mi s'aperse
che'l petto lodavami
e in cuor sincero vedevo
abbandonato l'insulso limo
Prese parola a me rivolgendosi:
baglior dei suoi limpidi occhi
tutt'intorno tacea,
in estasi di grazia ella mi pose
Subitanei m'apparvero vogliosi
i miei di beltade riempiti occhi
che'l piacer seco trasmettea
e'l benesser mi corrose
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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