Voi, semplicemente
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
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Sì, è questa la differenza essenziale. Non più sbirciarsi, essere accenni di presenze, apparire come ombre ...ma guardarsi, abbracciarsi.
Emozioni vere, emozioni vissute e condivise... quando le parole diventano presenza guardandosi negli occhi... Versi molto sentiti, bellissimi.
Semplicemente... lì...aria invasa di pensieri affacciati sulla porta della'anima... sorridendo senza differenze... immersi nelle identiche emozioni... senza la foschia dell'ombra... Apprezzatissima...
Di grande pregio il raccontar l'incontro che è stato e che i nostri occhi non dimenticheranno... Conservo!



