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Riflessioni 4 aprile 2011 · lettura 1 min · 3004 letture

Il collo della bottiglia

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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indietro non ti giri più hai tagliato la coda agli occhi per non cascarci per stare al sicuro nella botte non guardi neppure avanti hai sposato l'attimo paralizzato sulle rovine esci dal guscio quando nelle ultime gocce il tempo scade vai a procurarti nuovi attimi chiusi sotto un tappo e continui ad attorcigliarti negli aliti volatili non ti viene in mente un baricentro perciò devi sorreggerti con la mano stringi il collo della bottiglia
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (9)

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Rosy Marchettini4 aprile 2011

Non vi è un baricentro che possa mantenere il giusto equilibrio quando, stringendo il collo di una bottiglia, un essere umano non ne cerca che il nettare in essa contenuta, non c'è baricentro che possa mantenere salda una vita se questa la si annega nell'alcol rifiutandosi di reagire a situazioni dolorose Apprezzatissima e piaciuta moltissimo

Aldo Bilato4 aprile 2011

un equilibrio precario... un dipinto che cola attimi importanti... quelli che sono rimasti per aggrapparsi al ricordo... che qui, a me pare... abbia la peggio!...apprezzatissima... cià*

mario calzolaro4 aprile 2011

efficace ed abile lirica che stigmatizza uno dei più terribili e diffusi "mali sociali".Tutti i miei complimenti

Gianpiero De Tomi4 aprile 2011

Intensa questa immagine - indietro non ti giri più - un segno di rinuncia, lasciarsi andare, - hai sposato l'attimo paralizzante sulle rovine - ceduto completamente alla dipendenza, al vivere l'attimo, non in senso positivo, ma nel delirio di vortici senza fine appunto - chiusi sotto al tappo - vuoti da colmare, che putroppo sono insanabili abissi si solitario dolore sorretto solo da questa impossibile felicità illusoria - con la mano stringi il collo della bottiglia - come fosse l'ultimo legame, prima dell'annullamento, ed invece è già il nulla.

Giorgio Dello4 aprile 2011

Una forte poesia l'annullamento della personalità, il niente quando non si riesce più a ritrovare la strada del ritorno, e quando è troppo tardi per i ripensamenti la volontà umana è annientata e ci si attacca al niente, come ultimo appiglio... una poesia dura e veritiera, molto incisiva!

Matteo Cotugno4 aprile 2011

la poetessa in questa lirica intende farci andare al di là di ciò che descrive per non soffermarci solo all'instabilità dell'equilibrio, sarebbe banale, qui si va oltre e chi fa e ama la poesia lo sa... si va dentro la precarietà dell'anima... di fronte alle avversità della vita... complimenti

Antonio Biancolillo4 aprile 2011

Balaustrate luci a incorniciare nello sfondo del cielo buio stonati balli di strada senza un sicuro baricentro... Ubriachi della luce del giorno... affogano pensieri nei bicchieri vuoti della notte... La dolorosa realtà di chi si lascia andare alla leggerezza dell'alcol... Apprezzato verseggiare...

Silvia De Angelis5 aprile 2011

Sembra che l'alcol rappresenti l'unico punto d'appoggio in un momento difficile di vita quando tutto sembra crollare e quella forza interiore che sia ha dentro vacilla inesorabilmente...

s

molto più profonda di quanto non si evinca dal testo. quando si ha voglia di fuggire da qualcosa (talvolta condivisibile desiderio) la bottiglia è l'amica che non ti molla mai.