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Riflessioni 11 aprile 2011 · lettura 1 min · 3440 letture

Vaneggio e vaneggio

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Nella città del silenzio se proprio devo, zitta zitta ci andrò, come una ladra col petto stretto e mille scuse sui dubbi inventati di proposito infiltrazioni stalattitiche crepacci vuoti nella mia mente attorcigliata Di invereconde sfide il dio mi ricorderà non mi darà la chiave dell'eldorado manderà spiriti estranei sull'ultimo volo che mi spetta Ma se avrò intatti i sensi domanderò com'ero tanto viva lontana dalla sua forza esploratrice della scienza amante dell'amore e qualche leggerezza E lui dov'era mentre fissavo un totem
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

semi... cioè a metà...

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (4)

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hy ju11 aprile 2011

Oh si, quanti sono i nostri costanti dubbi, per non parlare delle naturali quotidiane divagazioni d'irrealtà per non concederci un solo momento di calma. Domanderemo chiarimento di tutto alla fine, quando sarà fatta luce... si, sarà tutto chiarito, infine...

Giorgio Dello11 aprile 2011

Una lirica incisiva, versi audaci in una poesia che avvolge e affascina nello splendore di una originalità e stile unico! Mi piacciono queste riflessioni, apprezzata molto, molto!!

Silvia De Angelis12 aprile 2011

Pensieri e profonde delucidazioni dell'immaginoso che si soffermano su grande creatività del'anima, nel suo poetare al di là di forme scontate e ripetitive Poesia molto bella

Matteo Cotugno12 aprile 2011

l'autrice si spinge in una profonda quanto audace introspezione e ce ne rende partecipi usando sapientemente i suoi versi, complimenti.