Serenata dondolata
Antonio D’Auria
411 poesie pubblicate
+ Segui

Spalmo
di me un'amaca
senza quinterne,
con cigolii di legno profumato.
Dei sensi carichi
di arpeggi bollenti
travasati dal sorgere
allo scordato riposo,
le braccia
sole
sfiorano
il fiore.
Memorizzo lucciole
nel peso di palpebre
leggère stasera,
sviolinano le zanzare
per addormentarsi
fra spirali di fumi,
tossici.
Un po' di luna
spremuta sui suoni
che illuminano il colle.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
c
cristina biga9 luglio 2011
belle immagini sensazioni vive e sentite, forse mi sbaglio ma sento un velo di malinconia, bellissima poesia piaciuta complimenti...
Danielinagranata9 luglio 2011
Armoniosa e deliziosa questa lirica un canto alla natura alle sue bellezze anche se un velo di malinconia l'attraversa
Lunabionda Valentina Di Caro9 luglio 2011
Originale ed espressa con grande proprietà di linguaggio...


