Tagliata alla rucola
Antonio D’Auria
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In foreste
luccicanti vetro e cemento,
illuminata di giorno la notte,
è ipnotico
richiamo,
ululato,
campionato,
aggraziato in melodia.
Suadente,
come belato:
madre pecora
attende il suo agnellino.
Cercando sole,
trovando scure lune.
Fortuna è se,
per l'ovile,
non ti sorprende la bufera:
denti bianchi e pelo nero.
Rumini sangue
e azzanni rucola.
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo8 agosto 2011
Versi coinvolgenti per l'uso di metafore fortemente suggestive. Molto apprezzati, ottima la chiusa per originalità.

