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Impressioni 19 agosto 2011 · lettura 1 min · 3179 letture

Macerie

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Ho visto dalla casa affacciarsi la trave contorta, imbalsamata di ruggine s'abbraccia al convolvolo ignaro Annaspa l'inutile secchio stravolto dal peso del sole quattro pentole appese a riposo cucinano pietre una camicia piegata aspetta che qualcuno la indossi Relitti sopra relitti incurvati sul dorso e alle radici tubi svasati morti di siccità Cumuli, compagni feriti in una stessa battaglia ricoverati sotto le stelle Qualche ricordo sfida la polvere crescendo l'arsura forse un grido attutito che aspetta un'alba tra le fessure
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

in giro per L'Aquila, recentemente

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (12)

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alessio carlini19 agosto 2011

Immagini poetiche che graffiano l'anima... i versi raccontano degli occhi ...uno sguardo tra sensazioni silenziose e talvolta incomprensibili... è molto bella

Luigi Arcopinto19 agosto 2011

Sensazioni profondamente graffianti in versi particolarmente intensi... Lirica piaciutissima, complimenti!

Lucia Volpi19 agosto 2011

Una lirica che lascia senza fiato anche per la capacità di mettere in versi un tema tanto doloroso...

Fiammetta Campione20 agosto 2011

Fa bene l'Autrice a richiamare l'attenzione su una delle vergogne del nostro paese, sappiamo bene che certe realtà finiscono nel dimenticatoio... Pregevoli immagini, versi molto apprezzati

Giorgio Dello20 agosto 2011

sensazioni poetiche accompagnano l'emozioni di trasmettere in versi un "Aquila" ferita, ma sempre viva e reattiva, nel cuore della gente abruzzese, nella semplicità e nell'orgoglio che li distingue! Una lirica magnifica e sentita, i miei complimenti!"

Clara Gismondi20 agosto 2011

Il tempo ha lasciato che i relitti rimanessero tali... Nessuno ha toccato niente. L'abbandono regna. L'uomo dov'è e la sua dignità calpestata ...L'urlo lo sento anch'io. Quanta rabbia o rassegnazione ci saranno dietro quei muri saltati! Il convolvolo rimane come qualcosa che dice: "La natura sta facendo qualcosa per rivivere, è ora di smuovere le nostre povere ossa e urlare..." Poesia scritta molto bene, rende molto anche ciò che non si vede...

Rimangono nel tempo macerie come a voler ricordare quel ch'è stato un tempo, proprio come le ferite nell'animo. Lirica toccante e stupenda... complimenti all'autrice

Silvia De Angelis20 agosto 2011

Immagini ancora sconvolgenti d'un luogo traumatizzato da una catastrofe naturale, che sembra non possa essere dimenticata... Versi molto apprezzati

EnzoL20 agosto 2011

e pensare che dietro ogni coccio che hai sapientemene elaborato prima girava intorno una vita ... una famiglia si ritrovava dietro i fornelli e con quei tegami ora vuoti... una tristezza che mi colpisce non per il disastro in se... ma per il dopo... B r a v a... un testo che ben rende l'immagine e l'ambiente surreale che si vive tra quelle rovine... segnalo e conservo sei forte

Ilguardianodelfaro20 agosto 2011

Bella poesia scritta con coraggio, dove dietro questi versi impeccabili, si scoprono tracce di vita passata nella memoria dell'uomo. Piaciuta, complimenti all'autrice.

Dentro le macerie si sente ancora la vita che si trascina negli oggetti e negli abiti abbandonati, come in attesa di un ritorno alla vita. Molto intensa e profonda.

C
Copia Conforme31 agosto 2011

La Poesia ha anche la funzione di "ricordare", opera che questa Autrice svolge, attraverso la sua penna, in modo magistrale.