La tua mano

Mentre mi allontano volgendomi verso il mare,
guardo quel balcone dove la luna si riflette.
Quella fragile mano,
la tua mano, albero di vita,
freme salutando timidamente
tra fili di seta.
Tese corde d'arpa appaiono le sottili dita,
pronte ad urlare, ma timidamente danzano per salutare.
Scorgo sul vetro un riflesso appannato,
ed una flebile luce che appare e scompare.
Quell'ombra leggera abbraccia,
saluta il principe che ora percepisce lontano.
Guarderò quel balcone, sognando le tue dita,
quando il tempo le avrà rese stanche e mute.
Le cercherò tra i vetri annebbiati,
nascoste, immobili tra la seta sbiadita,
tra un raggio di sole e un riflesso di luna sul mare.
Ricorderò quel sorriso e quel calore,
mentre la tua mano stringerà il mio cuore.
Amerò quel balcone e tra una lacrima e un grido,
mi allontanerò raggiungendo il mare.
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Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita20 ottobre 2011
una struggente delicatissima poesia, complimenti notevole, molto apprezzata
rosanna gazzaniga21 ottobre 2011
Versi affascinanti, una lirica che lascia una sensazione di lieve malinconia che coinvolge. poetessa, complimenti!
