Dei tormenti d'amore
V’è un fuoco che mi divora
e mai cessa
e se anco par sopito
è mera illusione
ché subitaneo divampa
e come cancro affonda
le sue rapaci radici
E strali lancia a ferir
e gettar nel nero
il cuore dalle membra stanca
E’ dei malanni il peggiore
ché non v’è cura in risano
ché sempre in tormento
l’animo getta
e consuma
la luce di vita
E niuno omo può sfuggir
a tal disgrazia
ché prima del tempo del trapasso
è in costrizione di penar
in tal fugace sentimento
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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