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Dialettali 28 novembre 2011 · lettura 1 min · 4817 letture

Genti di Sicilia

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Genti stanca, abbattuta, pari ca dormi, tantu sta muta! Davanti li porti, senza obbiettivi, aspetta la morti, vivacchia, nun vivi. Sinni frega di tuttu, senza interessi, sempri a luttu, sempri cipressi. U cumuni si spascia? U cuvernu ruvina? E idda lassa ca u munnu camina! Tuttu sta scrittu, tuttu è distinu, tuttu fa parti d’un disegnu divinu. “Vivi sti jorna, vivili npaci, si nun sa si t’ajjorna pirchì parli e nun taci?” Tu ti rassegni, ti fa i to chiffari, vidi l'indegni e li lassi stari. U risultatu lu sa qual è? Ca tuttu resta accussì com'è!
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E' un ritratto triste e pessimista della mia gente, della gente della mia Sicilia, come l'ho vista nei miei primi 23 anni di vita vissuta nell'isola natia e come mi appare ora quando, una volta all'anno, d'estate la vado a trovare dal lontano Piemonte dove, ormai, vivo e lavoro da oltre trent'anni. Può sembrare un atto d'accusa ed, invece, è un atto d'amore. La critica, infatti, mi serve per dire come vorrei che fosse ed è un affettuoso invito a cambiare per cercare il riscatto, quel riscatto nel quale, da siciliano vero ed autentico, nonstante tutto e tutti, continuo a sperare!23 settembre 2012
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (4)

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La Sicilia è terra fatta di tanti piccoli paesini e gente semplice, che vuole vivere la quotidianità in modo estremamente ordinario, fino al punto di dare l'impressione di essere, talvolta, in una totale soggezione di passività. Bei versi, che approcciano in segno critico- affettuoso verso le persone che vivono nella terra siciliana.

Melina Licata19 ottobre 2013

Un dipinto in versi della quotidianità di ieri e di oggi, che non è solo caratteristica della bella Sicilia dove vivo ma, anche l'espressione di tutto il popolo italiano che si è assueffatto al mal governo e se ne stà a guardare passivamente... Versi in vernacolo molto belli ed intensi che portano alla riflessione... Molto apprezzata!!

Giovanni Licata19 ottobre 2013

La Sicilia " oru du munnu", fù calpistata di tanti culturi, sempri rimane la prima regiuni, L'amuri pi figli nun finisci mai, ci duna ddru sciuri di zagaara prufumati,,unne veru ca idra nun senti duluri, ama sta trerra di tantu splinduri Questo e il popolo Siciliano duna amuri e ricevi duluri. Bella visione.

Sara Acireale20 ottobre 2013

Gente stanca, abbattuta, apatica. Gente di Sicilia che non si ribella alle ingiustizie, al malgoverno locale, alla mancanza di lavoro, all'acqua che manca, ai privilegi della casta. In questa lirica molto veritiera (lo affermo da siciliana) noto molto del fatalismo del Verga, come se le cose stanno così è BASTA, non si può fare niente, non si può agire per capovolgere un sistema. Eppure... non è stato sempre così, il mio pensiero va ai VESPRI SICILIANI quando i miei antenati sono stati capaci di ribellarsi. Forza siciliani SVEGLIAMOCI, ribelliamoci ai soprusi, ai corruttori, ai politici disonesti, diamo un esempio all'Italia intera di come possiamo essere orgogliosi e fieri. Pubblicazione sinceramente apprezzata