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Impressioni 1 dicembre 2011 · lettura 1 min · 3158 letture

Ipotesi emotive (il pagliaccio)

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Arriva ad ogni esibizione quell’angoscia improvvisa stoccata d’ironia nel piacere di una parte trafigge, a nudo, lo spirito libero che lacrima, da ipotesi emotive Non può prescindere, l’acrobata - pagliaccio dal salto mortale dell’allegria lui raccoglie risate mentre ha male a un dente e continua a masticare pezzi di filosofia
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (10)

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Silvia De Angelis1 dicembre 2011

A volte siamo costretti a fingere, in talune situazioni, che vorremmo vivere nel pieno della forma, ma impossibilitati, facciamo del nostro meglio, per mostrare una parte non del tutto veritiera... Poesia apprezzata

Annamaria Barone1 dicembre 2011

mentre a male a un dente e mastica filosofia... è la metafora di molti di noi, il sorriso e la risata ed il volto dipinto a nascondere le più profonde emozioni, solo chi saprà andare olre, chi osserverà lo sguardo e gli occhi velati da malinconia, sarà arrivato l centro... fantastica!

Idalgo Visconti1 dicembre 2011

Fingere per sopravvivere, mascherarsi per nascondere le nostre debolezze... Per apparire quello che in realtà non siamo... Dentro di noi spesso il dolore... Piaciuta, conservo!

Rita Minniti1 dicembre 2011

Pregevole descrizione che dà vita a un messaggio profondo. Un messaggio che si fa certezza, quando nell'approfondire il contenuto della poesia si è davanti alla visione di stati d'animo, spesso mascherati per non "esibirli", per non mostrare davanti a chi è di fronte, la debolezza o l'emotività del cuore, laddove solo risate sfrenate hanno vita continuando a "masticare/pezzi di filosofia" come scrive l'autrice, per nascondere il proprio dolore. Parole vere, autentiche, sospese tra due mondi: la realtà... e l'irrealtà, la fragilità interiore e la sicurezza nell'esporsi... inventata!

EnzoL1 dicembre 2011

siamo tutti giullari... alla mattina ci alziamo all'alba e ci vestiamo come ci dicono, facciamo lavori che odiamo per andare al supermercato e mangiare quello che ci dicono... ci trucchiamo tutti i giorni un sorriso falso come la gomma ...mentre dentro esplodiamo!!! veramente una bellissima riflessione

V
Violeta C1 dicembre 2011

La filosofia e l'ironia sono i "ferri del mestiere" del clown. Versi dall'acuta riflessione nei doppi sensi. Stile impeccabile con un ritmo piacevole e scorrevole. Bella lettura

mario calzolaro1 dicembre 2011

una formidabile raffigurazione... intensa, incisiva, scorrevole.

Fiammetta Campione1 dicembre 2011

Davvero una lirica pregevole, dove la scorrevolezza dei versi e la sapienza delle metafore s'intrecciano a formare una sintesi poetica di indubbio valore. Apprezzatissima, conservo.

B
Barba1 dicembre 2011

Che bello quest'immergersi nell'interiorità. La tematica del pagliaccio, sviluppata con la solita classe della Poetessa. Amaramente ironica, e sentita.

f
filiberto2 dicembre 2011

A volte c'è più tristezza negli occhi di un pagliaccio che in quelli di un attore di una tragedia. Condivisa e molto piaciuta. Segnalata.