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Impressioni 25 dicembre 2011 · lettura 1 min · 3174 letture

Dormiveglia

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Fissando il tizzone in fin di vita lo lascio acceso, negli occhi a fumarsi l’illusione di eterno Assenza in piccole dosi e nella foto seppiata sbiadisco verità senza date Quel che s’insinua dal legno è il canto del tarlo alla vena L’animale nel bozzolo sverna a dispetto di questo spazio enorme forma di prigione dove il corpo accade, dato di fatto e testimone più crudo
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (8)

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Shelly Nicole Del Santo25 dicembre 2011

Molto impressionista questa bella poesia che sembra far visionare una scena dal vivo... apprezzatissima

DonnaFPgreeneyed26 dicembre 2011

Criptica con sentore di attesa, situazione in stallo. La mia interpretazione. Belle metafore in sequela mi danno la sensazione dello sfiorire o sfumare nel tempo, di una certa situazione...

Silvia De Angelis26 dicembre 2011

Prime immagini sbiadite del sogno, che ci fanno percepire la sua essenza e ci proiettano in una realtà particolare fra vero e irreale... Poesia apprezzata

EnzoL26 dicembre 2011

trovo l'incipit di questa poesia veramente splendido, una piccola perla che già sola poteva essere una breve d'eccezionale valore, il resto della poe è particolarmente ben lavorato... un susseguirsi di metafore di uno spessore elevato... la terza strofa la trovo divina...

Duilio Martino26 dicembre 2011

Versi sofferti... amima travagliata... e quel tarlo che anche quando dormiente... torna sempre... Versi intensi metafore strraordinariamente belle un Poetare molto particolare ed incisivo che contraddistingue questa Autrice!! Complimenti!

B
Barba26 dicembre 2011

Una maestosità ed una forza evocativa, assolutamente fuori dal comune. Straordinaria la prima strofa, che nell'eco della fiamma, immerge riflessioni d'eterno. E quel canto del tarlo alla vena, la dice lunga... Uno spessore inconfutabile, una poetessa che s'addentra nello spirito, e libera poesia, profonda verità.

Clara Gismondi27 dicembre 2011

Di assenza ...e del canto del cigno morente... se ne sente la bellezza e la tristezza. Dove il corpo accade... Bellissima espressione! Molto bella!

Midesa27 dicembre 2011

il canto del tarlo alla vena mi ha impressionato... impressioni in un poetare fantastico tra luci ed ombre del dormiveglia... originale e di grande forza poetica