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Fantasia 5 gennaio 2012 · lettura 1 min · 2647 letture

Tout court

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Ho accanto la grammatica della fantasia e passi di Freud, per capirci ancor meno sulla mania di vivere Poi qualche disegno di Chagall per una fuga azzurra dove il sì è libera intesa con l’inconscio “Ricordi, stella, quando si leggeva Prévert mimando i giochi insoliti dei versi?” Ricordo, sì, lacrime sposar sorrisi e il fuoco ghermire il ghiaccio Tutto e l’opposto, stretti abbracciati Volutamente mi lasciavi, per poi tornare Eri grande e bambino, attore e scena Quando partivi ti chiamavo Fermo Al ritorno Mon cher Firmin
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foto di Man Ray

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (7)

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hy ju5 gennaio 2012

Quando leggo la Stanzione sento l'intensità della sostanza della penna che gratta sulla carta, lasciando la traccia del pensiero come prova d'esser stati, d'aver davvero compreso la vita, le cose del mondo. La rara capacità di dare un contorno definito e personale alle cose.

Clara Gismondi5 gennaio 2012

La grammatica della fantasia di Rodari è un mito... Freud ...è un mito... forse superato ma pur sempre un mito. Uno la fantasia l'altro la razionalità...l'analisi... e l'ossessione... Poi Chagall e Prévert... anch'essi personaggi che stanno tra il volare con il cuore e il volare con la mente... Siamo cresciuti... con i nostri alleati... e ci siamo formati... Eppure siamo sempre un po' bambini... Bello giocare con le parole! Una poesia che mi ricorda tante cose... Molto bella!

EnzoL5 gennaio 2012

mi verrebbe da dire una fantasia ben alimentata quella dell'autrice sempre splendide composizioni grande capacità ammirato

Angela Fragiacomo6 gennaio 2012

potremmo dire che c'è tutto... e a mio avviso la chicca è Man Ray... adoro la fotografia quando è arte, perché come la poesia, fissa tutto in uno scatto che amplia la mente... e a ben pensare... questa è un'ode alla fantasia... a partire dalla lezione di Rodari, per passare a Freud... pur sempre un "padre" della visione nell'inconscio... per volare negli azzurri di Chagall... attraverso Prevért... finendo con Duvall... e no, non manca nulla per volare, alto, ma così alto, da farci sentire parte d'un mondo fantastico, senza contorni e limiti... massima espressione d'arte, fantasia e magica libertà, questa lirica... davvero tout court geniale!

Annamaria Barone6 gennaio 2012

E raccontare un amore tra grammatiche di sentimenti e testi di Freud, tra qyadri colorati di Chagall ad ispirare voli e testi di poesie di Prevert, quasi una quotidianità, fatta di condivisione, di testi sussurrati letti abbracciati, di immagini che trasportano altrove, che tengono lì, vicini e stretti, a guardare un film, a vivere quest'amore come in un film...

B
Barba6 gennaio 2012

Un viaggio nell'arte, racchiuso nei tuoi versi densi di Poesia, che spaziano e non tralasciano nulla. Bellissima!!

carla vercelli6 gennaio 2012

Leggendo questa poesia mi vien da pensare e confermare una citazione che dice che quando due intellettuali passano una notte insieme non si limitano a strofinare i corpi, ma si strofinano anche i cervelli... sprigionando scintille tra i riferimenti colti... Piaciuta tantissimo... da Freud... a Man- Ray...