In estasi d'un sogno
Su d’una collinetta
Morfeo mi prese,
ché’l tepore era in vetta
allorché su di me sonno scese
E’l sogno mi condusse in una valle
ove scroscianti acque gorgogliavano,
in spume biancastre s’aggrovigliavano
E lì, sotto una tal cascata
un’ignuda dama si lavava,
parea non d’età avanzata
e al pensier movenze d’amore dava
Avea lunghi cavelli d’oro fluenti
e la ribelle acqua scendea
domata sul suo corpo di dea
Perciocché preso da tal visione
curioso provai ad avvicinarmi
ché già il cuore sentivo in tensione
ma il coraggio in aiuto venne a darmi
Subit’ella non mi vide
e io ben l’osservai nelle sue fattezze,
poscia fra le scorrenti acque m’intravide
Allorché, presa da timidezza
subitanea corse al riparo
che ancora il volto mi sottraeva con freddezza
ma poi s’accorse ch’ero esser caro
E verbo mi rivolse:
“D’ove giungete?”
Ed io:
“Un sogno mi prese”
Ed ella:
“Ha placato le vostre attese?”
“Sì, chi siete?”
“Son la dama dei sogni”
“Allor più non chiedo risveglio”
“No, che dite, la vita v’attende”
“Ma’l sogno è più bello”
“Andate, suvvia, troverete
Maraviglia anco nel sogno di vita”
Detto ciò disparve
ch’io già tornavo a riveder
il sereno declivio che m’apparve
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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