Di me, quel silenzio che non sento

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (8)
è un'introspezione che scava fino in fondo e fa rabbrividire! l'oscurità che impera, il cuore sottovuoto ed il sangue coltivato sotto i pori! è davvero la stasi dell'anima, che sembra ibernata, un'anima priva di vita, che non pulsa ed aspetta il risveglio che la trascini via da un forzato silenzio!! molto sentita!
Andare oltre le apparenze è la forza di questa poesia che coglie gli aspetti propi dell'interiorità.
Come pentola chiusa in ebollizione, c'è sottofondo sommesso quel rumore, sotto il coperchio... coltiva, magari uno scoppio... Ci tratteniamo ogni giorno un po' di quel che siamo sotto la maschera, che mostriamo fuori, ci abituiamo ad essa, poi improvvisa l'iquietudine diviene tempesta... non si può reprimere troppo a lungo la nostra vera personalità, i nostri reali bisogni... Introspezione in verso efficaci e realistici, piaciuta molto!
L'oscurità può gridare anche in silenzio... suggestiva introspezione che coinvolge, come quel sangue coltivato sotto i pori... davvero molto bella
Un susseguirsi di sensazioni che riescono solo a scombussolare lasciando un senso di vuoto nel quale perdersi – un gran desiderio d’uscirne combatte con tutta la sua forza, forse inutilmente.
essenziale, elegante e ben stilata un rombo sommesso, che si sente leggendo spettacolo
vibranti ed intensi versi... uno sfogo direi... introspezione sentita e condivisa... complimenti per lo stile e la forma
Già il titolo è una poesia... Ha molto da dire... Il testo è un'attesa di qualcosa che si teme... un silenzio angosciante! Bella poesia!








