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Introspezione 6 aprile 2012 · lettura 1 min · 2873 letture

Di me, quel silenzio che non sento

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Sto muta per contrasto nessuno grida, ma si strappa l’oscurità tiepidamente urgenza nel rovistare le abitudini: crema da notte e piedi scalzi, emozioni liofilizzate nel cuore sottovuoto Mi coltivo come un ritorno sotto i pori serrati spingono, argini di odorose tempeste nel taglio assoluto degli occhi cresciuti dentro
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (8)

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Paola Galli6 aprile 2012

è un'introspezione che scava fino in fondo e fa rabbrividire! l'oscurità che impera, il cuore sottovuoto ed il sangue coltivato sotto i pori! è davvero la stasi dell'anima, che sembra ibernata, un'anima priva di vita, che non pulsa ed aspetta il risveglio che la trascini via da un forzato silenzio!! molto sentita!

Francesco Rossi6 aprile 2012

Andare oltre le apparenze è la forza di questa poesia che coglie gli aspetti propi dell'interiorità.

Angela Fragiacomo6 aprile 2012

Come pentola chiusa in ebollizione, c'è sottofondo sommesso quel rumore, sotto il coperchio... coltiva, magari uno scoppio... Ci tratteniamo ogni giorno un po' di quel che siamo sotto la maschera, che mostriamo fuori, ci abituiamo ad essa, poi improvvisa l'iquietudine diviene tempesta... non si può reprimere troppo a lungo la nostra vera personalità, i nostri reali bisogni... Introspezione in verso efficaci e realistici, piaciuta molto!

Fiammetta Campione6 aprile 2012

L'oscurità può gridare anche in silenzio... suggestiva introspezione che coinvolge, come quel sangue coltivato sotto i pori... davvero molto bella

Berta Biagini6 aprile 2012

Un susseguirsi di sensazioni che riescono solo a scombussolare lasciando un senso di vuoto nel quale perdersi – un gran desiderio d’uscirne combatte con tutta la sua forza, forse inutilmente.

EnzoL6 aprile 2012

essenziale, elegante e ben stilata un rombo sommesso, che si sente leggendo spettacolo

Giacomo Scimonelli6 aprile 2012

vibranti ed intensi versi... uno sfogo direi... introspezione sentita e condivisa... complimenti per lo stile e la forma

Clara Gismondi6 aprile 2012

Già il titolo è una poesia... Ha molto da dire... Il testo è un'attesa di qualcosa che si teme... un silenzio angosciante! Bella poesia!