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Riflessioni 16 aprile 2012 · lettura 1 min · 3110 letture

Narcolessia

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Siamo proprio strani, un solo incolore in quest’odore di stalattiti tanti estranei davanti alle porcellane: guardare ma non toccare ché il sentore del danno ci fa orrore S’è voltato un occhio troppo concupiscente... ah! che lo nasconda il folle dietro occhiali- cortina! Il cielo è muto, in alto ammaina l’onda e continua il suo corso
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Due parallele si incontrano all'infinito, quando ormai non gliene frega più niente [cit.]

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (8)

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Artemisia17 aprile 2012

Guardare ma non toccare, odorare ma non respirare... e la massa agisce unanime e resta intatta. Il folle gode.

Donatella Pezzino17 aprile 2012

Velata magistralmente da una sottile ironia questa lirica nasconde fra le pieghe di un elegante ermetismo una arguta interpretazione, quella di una realtà assuefatta ormai alle assurdità di ipocrite convenzioni. Piaciutissima.

EnzoL17 aprile 2012

sono le ipocrisie che ci celano a noi stessi maschere di cera, bachi da seta nel bozzolo delle nostre convinte idee imposte bello che pensiamo siano anche nostre ottima come sempre

Patrizia Ensoli17 aprile 2012

Maschere di cera che ostentano perfefezione l'pocrisia, punta sbdola che come stalattite oblitera su ognuno di noi... Questo è ciò che siamo diventati Piaciutissima!!!

Fiammetta Campione17 aprile 2012

Odore di vecchio... stantio, ma si va avanti turandosi il naso, anonime masse ossequianti che si nascondono dietro gli occhiali e seguitano ad ubbidire e a far finta di vivere. Arguta e acuta, come sempre.

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rstorace17 aprile 2012

omologati al punto da diventare anonimi, viviamo le nostre vite come perfetti estranei, timorosi di tutto, anche dei nostri stessi desideri, in una società dove sembra vigere una libertà assoluta, ma dove in realtà c'è un controllo totale... bene fa chi è diverso a celarsi, non rivelare la sua vera natura... L'autrice con la consueta profondità di pensiero ci regala versi precisi, taglienti, di dura critica ad una società che ha perso la sua umanità, costringendoci alla riflessione e al contempo emozionandoci...

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Barba18 aprile 2012

Ah quanto condivido questa Poesia... e la nota poi... che forza! Quest'attesa di fronte al cuore, che pulsa altri desideri, e il tempo fugge, e le maschere levate alla fine, troppo tardi troppo tardi, in questo teatrino, che la società cerca tenacemente d'imporre. Tutto funziona se non si approfondisce. Profonda Poesia!

Angela Fragiacomo23 aprile 2012

La paura del danno ci frega, in questa nostra civiltà tipicamente occidentale, in cui il dolore è da evitare a tutti i costi, la narcolessia è la miglior prevenzione! Il risultato fa spavento, esercito di solitudini insensibili, minimamente empatici, egoisti fino ad irrispettosi... Ottima disamina dello stato attuale delle cose, profondamente triste e vera, piacentissima e condivisa!