La debolezza brama
Elisabetta Randazzo
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Nuda è la carne
leggeri fruscii
tra candide lenzuola
Labbra dipinte...
seducenti al tramonto
racchiudono il sentiero ignoto
La debolezza brama
entra dove inghiotte
il desiderio...
Attraversa l'alcova
con ciglia abbassate
le mani saranno gli occhi
profanando i rosei vortici
©
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L'autore
Elisabetta Randazzo
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (3)
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Pino Penny16 gennaio 2007
La debolezza brama br entra dove inghiotte br il desiderio... (splendido Ely)
O
Oliviero Angelo Fuina16 gennaio 2007
Grandissima sensualità evocativa in questa tua ”debolezza” che si rafforza di pelle e carne. Bello l'impatto formale con quella solitaria profanazione finale quasi tattile... Da brividi la chiusa!
L
Luigino P16 gennaio 2007
”le mani saranno gli occhi” com'è vera questa frase, la frenesia del toccare senza vedere, poter immaginare; nulla di più sublime. Sei grande

