Com'è profondo il nero

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (12)
La sola chiusa vale l'intera poesia... L'opera tutta è sintetica e profonda e lascia un segno per l'efficacia delle immagini usate. Ottima, complimenti!
Il vuoto, il nero, il baratro... classe ed eleganza per un sentire disperato e la chiusa mi aggrada parecchio... Ottima!!!
Per come la sento sembra quasi una non nascita più che una morte... ma equivale a una morte non convenzionale... D'un profondo il nero... non si comprende abbastanza! Molto sentita!
Ha un'incisività spiazzante e determinata, che rappresenta con poco, il tutto. Un'autrice che mi dà i brividi.
una forza distruttiva in questi versi, come se ci percepissi un odio viscerale, forse sono andato più in là, ma certo il testo si presta, eccome!
Un urlo di dolore quello della poetessa contro tutto ciò che si spezza nell'armonia della vita. Una ricerca esistenziale che l'autrice propone in toni forti ed efficaci.
Mi ha trasmesso freddo, quell'utero nero, un'immagine terribile che rende tutto, disprezzo, rabbia, la ribellione è un urlo furente, ed esistono molti modi per morire, vero! Una poesia che nel messaggio arriva come un fulmine
chi non è mai nato, non conosce la bellezza del mondo, unico ricordo uno spazio stretto e senza luce... brucia come uno schiaffo a cinque dita questa poesia, che mi mette tristezza e mi induce a riflettere...
Una ribellione dura, che sa di dolore pungente, di ferita sanguinante, versi che spaccano, che penetrano. Non ho altre parole perché questa lirica mi ha aperto una voragine e ci è entrata dentro. Sentita all'ennesima potenza
Un testo poetico perfetto a prescindere dal suo aspetto contenutistico, il quale può essere fonte di un inifinito dibattito sui cd. non nati...
Come un dipinto astratto dalle forti tinte, questa lirica mi ha trasmesso un'emozione violenta, simile a quella che si prova verso una madre snaturata che ci mette al mondo e poi ci abbandona... quell' utero nero, appunto... Applauso!
talvolta il vuoto che scorgiamo in una persona amica, va solo capito e non per forza consolato con parole che non saprebbero persuadere il dolore ad andarsene. morire simbolicamente, a volte si muore scrivendo. mi è molto piaciuta








