Pietà

Il corpo esanime del figlio
giace sulle tue ginocchia.
La morte e l'immensa crudeltà umana
lo hanno portato via,
lasciandoti subire le immagini della sua condanna,
impotente.
Provi a stringerlo forte a te,
tentando invano di farlo tornare nel tuo grembo,
protetto e al sicuro,
lontano da ogni forma di cattiveria.
Ma non si può, ormai è finita.
Piangi lacrime incessanti
e ti abbandoni al dolore
per così dolorosa perdita.
Il figlio non può più sentirti.
O forse... forse si.
Gli accarezzi i capelli con una mano,
dolcemente,
concedendogli l'ultimo gesto
del tuo infinito amore materno.
Alzi gli occhi al cielo
e con l'altra mano,
in un solo semplice gesto,
sembri voler dire:
"Tutto è compiuto".
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Commenti (1)
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Oliviero Angelo Fuina17 gennaio 2007
Ridisegni, con pennellate attente intinte nell’empatica emozione, un gesto pietoso per Chi pietà ebbe per noi.I tuoi colori sono altrettanto fulgidi perché miscelati nell’arcobaleno dell’umana comprensione. br Buona poesia ritrattistica.