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Riflessioni 9 giugno 2012 · lettura 1 min · 2979 letture

Poco

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Il figlio cresciuto di corsa la linea della vita che metà sale e metà s’inclina un paio d’ali com’è perfetto nell’aria - il precario Smettiamo di pensare guardiamoci lontani imbrigliati in combinazioni finite - a metà i sogni tranciati perfino una passione s’è data agli eventi scritta su passi di sabbia E’ tutto, il resto è già compiuto... fotogrammi filtrati dietro agli sguardi
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (10)

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maria cavallaro9 giugno 2012

sibillini versi tracciano il bilancio di una vita, dove ti accorgi a un tratto, che il tempo è troppo poco per concludere ciò che si è iniziato. molto ben scritta!

Angela Fragiacomo9 giugno 2012

e come lo dice l'autrice, nessuno! E' dunque così, ed i versi che più m'imbrigliano sono: "perfino una passione/s'è data agli eventi"...e allora, forse svegliarci dal profondo letargo e cominciare a vivere, sarebbe opportuno... il problema è che molti, troppi, non sanno neppure di dormire... e proseguono su tracciati definiti, da altri, lasciando che sia... potente, una riflessione che diviene denuncia di una civiltà venduta, nel senso più lato del termine... stile ineccepibile, in continuo evolversi ascendente!

angelo cora9 giugno 2012

Il treno della vita è un direttissimo, non ha fermate, ne binari per indietro, tornare - Note bellissime chiare immagini mostrano la realtà fuggente della vita - Davvero una splendida stesura -

Forse l'autrice denuncia un'indolenza del vivere, a cui si porta come giustificazione la forza spesso prevaricatrice del destino. Se stanca è la voglia di combattere, diremo per scusarci che sarebbe un'inutile perdita di energie. Il mal di vivere serpeggia ...

Francesco Rossi9 giugno 2012

L'importante è non condannare il cuore e questo si percepisce così come si percepisce che sia la felicità e le ansie dei nostri figli sono le nostre. A volte la forza della nostra anima è straziata ma, come per incanto la nostra vita riesce ancora una volta a farle compagnia.

Berta Biagini9 giugno 2012

Sono attimi questi che improvvisamente si rendono conto di come la vita a volte faccia lo sgambetto ed essere pronti a non cascare non è certo facile – il tempo come al solito è tiranno.

Patrizia Ensoli9 giugno 2012

Cresciuto di corsa imbrigliato in gabbie che non lasciano spazio eppure era così bello essere bambini...

Giacomo Scimonelli9 giugno 2012

versi che coinvolgono ...stesura elegante e scorrevole... intensa Poesia che non posso non condividere ed apprezzare

S
Sabatina Napolitano10 giugno 2012

Immersa totalmente nel verso, nella magia. Un figlio come un ponte, un amore, un progetto, un qualcosa di indefinibile che lega due mondi. Che non hanno bisogno di pensare, ma solo di lanciarsi negli abissi dell’amore, e la chiusa che mantiene il tempo con passato e futuro e quindi, il frutto del presente.

EnzoL10 giugno 2012

come disse il grande Gaber, siamo gabbiani con neanche più l'intenzione del volo... riflessione ottima e condivisa