Chiuso
Antonio D’Auria
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Aprendo il sonno
sconfinava dove
imperavano senza contrasto,
pochi su molti,
re, stregoni ed aguzzini.
Chiudendo senza chiavi,
di cui traccia non aveva,
quel cassone di paure
facile la notte scardinarlo ancora
per l'altro se dell'ombra.
Dolce e luminosa,
fanciulla con occhi di stella,
prese su di se mano e mente ammalata.
Di amore complice e sensuale
avvolse di più giri il maledetto scrigno
e, non solo in sogno,
abuso e sopruso
tenne per sempre ben lontani.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
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