Prossimo atto di normalità

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (9)
Un testo che, attraverso un linguaggio che sfreccia su di in un binario "altro"... quello dell'irrazionale, quello dell'anima e del cuore... quello delle note e del dolore, ci trascina negli abissi di uno strazio senza fine... il ricorrere del "non" sottolinea la mancanza... Urlante...
Un sogno fradicio di lacrime dove annegare. Un testo superlativo dove la mente spazia dando "prova" di "qualità"assoluta. Il testo denota insuperabile versatile poetare. Immersi i versi nel buio notturno della malinconia senza stelle. Bella lettura. Complimenti!
Rigagnoli di umori intrisi di malinconia pronti a vulnerare nel non volere e, nel non sapere.
Versi che incidono un ritmo all'anima quel sogno che ostenta e che, si lascia violentare pur di non morire... Bellissima!!
dimensione di gatto, più vite e passi in preda... . mi ritrovo molto in questa tuoi versi tante le parole, tanti gli abbagli molte le rinascite dalla cenere... strazi che si ripropongono continui a ruota belli ssi ma
Quando un cuore prova tristezza, dolore, ha bisogno di sfogarlo perché è il solo modo a tenere a bada l'anima e a non vederla spegnersi. Nessuna parola può, oltre tutto, scrivere o dettare alla mente, quel che veramente succede al cuore, se non raccogliendo le forze, anche se labili, e tener duro fino alla fine. Un rincorrersi quindi di sensazioni tumultuose che vanno a scontrarsi col proprio io, un io lasciatosi violentare dall'agonia del persistere e insistere ai tagli inferti dalla stessa volontà., confusa e incerta. Una poesia che straripa di malinconia restando appiccicata nella mente, di un'espressività che dà i brividi!
Una chiusa che non lascia scampo; annichilisce di realismo e sprigiona la forza crudele e "violenta" della vita. I primi versi si legano perfettamente e tutta la Poesia ha in sé un dolore che solo l'Amore può sentire. Quell' "implodo in un ennesimo t'ho amato tanto" la marchia a fuoco, e la rende capace di malinconie struggenti. Visiva a tratti quasi fisica; la si sente sulla pelle.
Penultima strofa una morsa al cuore! Di quei tagli indolore nulla volemmo sapere... tutti abbiamo una fermata, a cui saremmo dovuti scendere, invece siamo rimasti e poi... solo strada in salita... Uno scrivere che mi comprende, visionario, trasporta dritti dentro sé stessi... ammiratissima ancora e ancora!
Un possibile atto di nrmalità, dopo tanto dolore potrebbe essere quello di legittimarlo, dandogli un senso. Il dolore è ormai imploso e ci sono schegge impazzite che feriscono l'animo... ora bisogna trovare il coraggio di racogliere scheggia per scheggia, osservarla, quasi con occhio clinico e buttarle via. Piano le ferite guariranno.







